We are such stuff as dreams are made on…

We are such stuff
As dreams are made on; and our little life
Is rounded with a sleep.

W. Shakespeare, The Tempest

 

Ringrazio il caro e dolcissimo Frank per avermi chiesto di posare per lui…

Mari in the forest

Il Veleno nell’Anima

Che cosa le dava quell’uomo? Talvolta se lo chiedeva, dopo i momenti di malsano piacere che le aveva regalato, quelli in cui non pensava a niente e si annullava nell’estasi dei sensi. Dimenticava se stessa e la sua rinuncia, dimenticava la sua esistenza nascosta, inadatta alla sua età, sottratta agli occhi del mondo, privata dei contatti umani e delle soddisfazioni che ne possono derivare.

Esisteva, in quei momenti esisteva e niente altro, ricolma di lui si abbandonava al godimento fino a consumarsi, navigava nel piacere che si fondeva talvolta al dolore. Lo sentiva muoversi dentro di lei come un animale, uno splendido animale sacro e dannato, e il suo ventre ne pareva rigonfio fino a creparsi.

«Guardati, come sei» le aveva sussurrato all’orecchio mentre l’invadeva, la mano sotto il mento che le sollevava il viso, affinché si potesse vedere riflessa nello specchio sul muro.

Chinata sul marmo freddo della consolle, aveva alzato lo sguardo offuscato su quell’immagine ma non aveva potuto riconoscere il volto che l’aveva fissata di rimando. Dietro al suo quello di lui, selvaggio. Chiudeva gli occhi e cedeva al piacere, in balìa di quelle mani che la percorrevano senza tregua e la frugavano, che l’afferravano e la stringevano, sotto quella bocca che le si posava sulle spalle, sul collo e sulla nuca in baci, ora teneri, ora appassionati, in morsi non più trattenuti.

Mariana Fujerof, Il Veleno nell’Anima, Butterfly Edizioni

copertina

Una risposta a

  1. Riccardo scrive:

    all’inizio ero un pò titubante, poiché le storie d’amore intricate non mi hanno mai suggestionato, eppure questo romanzo è riuscito a coinvolgermi. La vicenda ruota attorno a 4 personaggi ben costruiti e assume presto i contorni del thriller/noir in una Torino di inizio secolo. Sono stato davvero rapito dalle descrizioni intense, dalle ambientazioni e dal procedere elaborato ma fluido della narrazione, dove i colpi di scena non mancano, pronti ad affiorare da un passato ammantato di mistero. Personalmente, ho adorato il momento in cui viene rievocato il ricordo della Grande Guerra, in cui l’orrore narrato traspare dalle righe. Nondimeno mi ha intrigato Ludwig, geniale personaggio controverso. All’autrice, inoltre, riconosco il grande merito di aver toccato a fondo un argomento spinoso quale l’incesto. Insomma un libro di qualità che merita attenzione.

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